La pasqua così anticipata, quest' anno, non ci invita a pensare che fra poche settimane sarà Pasqua. Probabilmente una Pasqua un pò freddina di temperatura. La questua da noi si chiama "cantè ij euv" (cantare le uova).
In questa processione peregrinante di casa in casa, i giovani (e meno) , soprattutto i più volenterosi ( a fare festa) e più costanti (alla sopravvivenza delle tradizioni piemontesi) , si spostano di casa in casa, cantando un tipico canto piemontese, lunghissimo, atto a farsi donare dalla padrona di casa delle uova che seerviranno poi, il giorno di Pasquetta per la frittata del tradizionale "merendin" , ossia il pic nic di Pasquetta.
Il canto di Cantè ij euv, con le sue varie espressioni di paese in paese, si protrae e si modifica a seconda della disponibilità o meno della padrona di casa, volgendo in rigraziamento (ringrassioma la padro-na) oppure in maledizione ( aje scheisa el cul al gal ed co à la galina traduzione . Potesse rinsecchirsi l' "orifizio anale al gallo" e alla gallina) a seconda della disponibilita o meno della padrona a mollare le sacre uova ai questuanti.
Con l' avvento dei condomini e dei citofoni, è sempre più dura. Ma noi non molliamo! Anche se non ci aprono la porta , quando troviamo una famiglia gentile, ci rifacciamo. Quest' anno: destinazione Alba centro!.